LA DELIBERA DEI CARICHI DI BESTIAME SUI PASCOLI NON SODDISFA LE RICHIESTE DI ADIALPI

LA REGIONE PIEMONTE CONTRO I MARGARI

 La Giunta Regionale è pronta ad adottare una delibera che modificherà le disposizioni attualmente vigenti in materia di superfici a pascolo.

Nonostante l’opposizione dei margari e in particolare dell’Associazione Difesa Alpeggi del Piemonte (Adialpi), l’assessorato agricoltura piemontese ha deciso di mantenere il carico stabilito dalla DGR n. 13-3197 del 26 aprile 2016 di 0,15 UBA/ettaro/anno per i pascoli al di sopra dei 1000 m s.l.m., consentendo però che il carico minimo per tutti i pascoli posti ad un’altezza superiore a 2.000 m s.l.m. sia di 0,10 UBA/ettaro/anno.

Qualora l’azienda disponga di pascoli posti solo in parte al di sopra dei 2000 m s.l.m., il carico minimo individuato dalla presente deliberazione sarà applicabile solo a condizione che la superficie a pascolo, ubicata sopra tale limite e definita su base comunale, sia prevalente nella superficie pascolata dichiarata al netto di eventuali tare; sarà inoltre stabilito che, qualora il pascolo si trovi nell’ambito di un Sito di Importanza Comunitaria, individuato ai sensi della direttiva europea 92/43 "Habitat", e dotato di un piano di gestione, ove quest'ultimo preveda specifici carichi di bestiame, questi possono essere adottati in deroga a quelli individuati dalla Giunta Regionale.

La delibera modificherà inoltre la DGR n. 23-1189 del 16 marzo 2015 e s.m.i., che riconosce la “guardiania” quale pratica di uso e consuetudine locale, al fine di consentire alle aziende stanziali di montagna di utilizzare, al fine della determinazione del carico minimo, bestiame detenuto in alpeggio di proprietà altrui nella misura massima del 50% (anzichè del 30%).

“Noi dell’Adialpi – spiega il presidente Giovanni Dalmasso – ci siamo opposti alle proposte dell’Università di Scienze Agrarie e alle decisioni dell’assessorato all’agricoltura di aumentare i carichi minimi sui pascoli.

La nostra proposta è stata quella di mantenere il carico di 0,10 UBA/ettaro/anno come per il 2017 per diversi motivi: uno su tutti, l'annata siccitosa del 2017 e il rincaro dei foraggi degli ultimi mesi contribuiranno sicuramente a mettere in difficoltà i margari sia per quanto riguarda le disponibilità di erba per la primavera-estate 2018 sia per quanto riguarda il numero di animali da portare in alpe in quanto molti allevatori saranno costretti a vendere parte della mandria per far fronte alle spese di alimentazione e aumentare i carichi di pascolo non ci sembra la soluzione migliore. Inoltre avere 2 carichi differenti al di sopra e al di sotto dei 2000 metri creerà molta confusione e difficoltà per le aziende al momento del calcolo dei UBA e del periodo di pascolamento necessari a raggiungere i carichi minimi per accedere ai premi PAC considerando che molte aziende richiedono anche il premio della M 10.1.9 del PSR (premio all’erba) per una parte del loro alpeggio: nello stesso alpeggio avremo quindi 3 carichi differenti su 3 aree differenti, magari con mappali posti solo in parte sopra i 2000 m di altitudine... in pratica un GRAN CASINO!

Infine la speculazione non si combatte solo aumentando i carichi. Lo 0,10 UBA/ettaro/anno era un'azione necessaria, dopo 20 anni di totale disinteresse alle speculazioni sugli alpeggi piemontesi da parte della politica regionale e nazionale tutta. Questo ulteriore aumento ci sembra eccessivo e a danno soprattutto dei margari veri ancora in possesso dei loro storici alpeggi: per assurdo sarà più facile per uno speculatore adattarsi al nuovo carico che non per un margaro vero. Spero che ne siano tutti consapevoli.

Noi ne siamo rammaricati

 

Adialpi, 23 marzo 2018

 

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